Mancanza di case, prezzi inaccessibili e un disagio ancora più evidente per le famiglie troppo ricche per accedere alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica, e troppo povere per trovare casa in affitto ai prezzi del libero mercato.
Per risanare questa situazione l'Istituto Nazionale di Urbanistica, Urbit Srl, Compagnia di San Paolo, Ance, Anci, Fondazione Housing Sociale, Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Acri, Legacoop abitanti e Federcasa hanno messo a punto un manifesto per l'housing sociale, presentato a Bologna nell'ambito di Urbanpromo 2011.
Dodici le dichiarazioni di intenti:
1. Pianificazione urbanistica – Utilizzare il piano urbanistico come infrastruttura delle politiche
urbane e dell’abitare e, in tale quadro, assicurare lo sviluppo dell’Housing Sociale lungo
percorsi di sostenibilità ambientale e di salvaguardia del territorio, privilegiando le
opportunità del recupero e del riuso abitativo dei Centri storici, delle aree produttive
dismesse o comunque dei complessi edilizi degradati.
2. Integrazione urbana – Evitare la formazione urbanistica di “isole” residenziali caratterizzate
da eccessiva uniformità nella progettazione, costruzione e destinazione d’uso, e mirare al
contrario a realizzare interventi caratterizzati da mixité funzionale ed integrati nel contesto
urbano in cui sono collocati.
3. Fabbisogno abitativo e priorità – Definire le priorità di intervento sulla base di un’analisi
approfondita del fabbisogno abitativo, esistente e previsto, avendo particolare attenzione alla
domanda espressa dalle fasce della popolazione con minori capacità di spesa, al fine di
impiegare le risorse disponibili con efficacia ed equità e in coerenza con la natura delle
risorse stesse.
4. Aderenza dell’offerta alla domanda – Garantire che all’evoluzione delle caratteristiche
della domanda abitativa corrisponda un’offerta in grado di coglierne la complessità e di
rispondere attraverso un ampio ventaglio di soluzioni sul piano delle localizzazioni, dei regimi
d’uso, dell’articolazione dei canoni e dei prezzi, delle tipologie edilizie e dei servizi sociali
collegati all’abitare.
5. Mercato della locazione – Porre al centro delle politiche di offerta nelle aree urbane la
produzione e la gestione di alloggi in locazione, soprattutto di quelli destinati ai segmenti più
deboli della domanda, anche ampliando il mercato locativo attraverso l’individuazione di
nuovi soggetti economici e strumenti operativi.
6. Qualità architettonica – Progettare interventi con elevati livelli di qualità architettonica,
funzionale e tecnologica, a fronte del contenimento dei costi di realizzazione, manutenzione
e gestione, anche attraverso la diffusione dei concorsi di progettazione.
7. Gestione e coesione sociale – Sviluppare modelli di gestione degli alloggi e degli
insediamenti (partecipazione degli abitanti, supporto sociale, forme di convivenza, sicurezza
urbana, servizi) tesi a favorire l’integrazione e la coesione sociale, la responsabilizzazione
degli abitanti, la conservazione della qualità del patrimonio.
8. Complementarietà fra operatori – Favorire la creazione di situazioni di complementarietà e
di integrazione delle competenze fra operatori pubblici, privati e del terzo settore, pur in un
quadro di competitività per quanto riguarda l’allocazione delle risorse immobiliari e
finanziarie pubbliche.
9. Fiscalità – Utilizzare la leva fiscale: a favore delle Aziende Casa, garantendo la parziale
restituzione delle risorse investite; a favore degli operatori pubblici e privati e degli utenti,
adottando aliquote Iva ridotte per l’alloggio sociale in fase di costruzione e per l’affitto;
penalizzando di contro coloro che mantengono non utilizzati gli alloggi.
10. Fondi immobiliari etici – Valorizzare il sistema dei fondi Immobiliari a rendimento etico per
contribuire a rispondere al crescente disagio abitativo delle famiglie attraverso il
potenziamento dei tipi di offerta che sono peculiari di questo strumento e l’incremento della
dotazione di alloggi sociali, in particolare di quelli in locazione.
11. Patrimonio edilizio pubblico – Qualificare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica
correlandone la consistenza, nelle diverse realtà urbane, al soddisfacimento della domanda
abitativa espressa dalle fasce più disagiate della popolazione. Orientare il processo di
valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico non residenziale anche
verso l’incremento dell’offerta di alloggi sociali.
12. Monitoraggio degli esiti – Monitorare l’efficacia delle politiche e dei programmi, dei
processi di realizzazione e di gestione, diffondendo le buone pratiche.
A.U.